Oggi, come tante altre volte in passato, ho avuto voglia di arruolarmi in qualche esercito o manipolo di avventurieri per andare a vivere avventure in continenti perduti, o almeno remoti, squartare nemici con ogni tipo di arma e, possibilmente, crepare da eroe su qualche puzzolente campo di battaglia, per poi essere arso su una pira di legni profumati.
Ho battuto la testa? No, ho visto due film di guerra: il primo è "300", tratto dal fumetto che Frank Miller ha dedicato alla battaglia delle Termopili, il secondo è "Troy", di Wolfgang Petersen, con un Brad Pitt particolarmente gorillesco nei panni di Achille. Prima di arrivare al punto, partiamo da un presupposto fondamentale, che molti capiranno: l'immedesimazione totale con il protagonista, unita ovviamente a ciò che un filosofo di quelli che studiavo ai tempi del Dams chiamava "sospensione di incredulità", ovvero la capacità di perdere qualsiasi raziocinio davanti a quello che scorre sullo schermo.
Io, questa cosa dell'immedesimazione, ce l'ho da sempre, e particolarmente forte per quanto riguarda i film di guerra. Nel caso di oggi, poi, guerra classica: guerrieroni nudi spalmati di olio d'oliva, spade, lance, scudi, cavalli e donne discinte. Va detto comunque che non disprezzo nemmeno altri tipi di guerra: quante volte ho risalito il Mekong per andare a sgozzare il colonnello Kurtz, quante volte ho minato il ponte sul fiume Kwai, quante volte sono emerso dalle acque limacciose di una risaia con un M60 in mano per fare strage di musi gialli (grazie, Chuck!)...
E dire che sono il contrario di una persona violenta. Oltre ad avere fatto il servizio civile (ma più per pigrizia che per vera convinzione), infatti, sono ciò che di solito si definisce una persona mite: non mi piace la gente che parla a voce troppo alta, sono intimorito dalle folle, sono gentile con il mio prossimo e con gli animali (dopo un'infanzia di torturatore di lucertole, però).
Questo mio sentimento, comunque, è ampiamente condiviso, e un esempio perfetto lo fornisce il mio amico Nicola: studente di teologia, erudito esegeta del Vecchio Testamento, fine conversatore. Stamane stavamo guardando insieme alcune scene di 300 in cui un manipolo di spartani fa scempio di qualche milione di persiani. A un certo punto lui mi guarda e dice: "Uè, chi di noi non ha mai sognato, almeno una volta nella vita, di essere uno spartano"? E non vi sto a descrivere lo sguardo assetato di sangue con il quale mi fissava! Ora, non riesco a immaginare due persone più improbabili su un campo di battaglia che Nicola e me. Certo, sempre se escludiamo i giochi di ruolo, ma lì c'è il vantaggio di poter combattere in pantofole e con un'orzata davanti.
Arrivo al punto, anche se, essendo questo il mio blog, potrei continuare a scrivere cazzate all'infinito: ragazzi, il cinema è magia! E non importa dove lo si guardi, se su uno schermo tradizionale, sul televisore di casa, sul monitor del pc, sull'ipod: il cinema è magia e basta. Esiste forse qualcosa di meglio che vedersi un film spaparanzati sul divano di casa? Con una birra e le patatine? In tuta da ginnastica la domenica pomeriggio? Con un gatto addormentato sulla pancia? Beh, qualcosa di meglio forse c'è, i gusti son sempre gusti ma, almeno nella mia personale scala di valori, assai poco supera un buon vecchio film di guerra.
La cosa bella, poi, è che questo fatto dell'immedesimazione funziona con tutti i generi. Ora, ad esempio, vi lascio per andare a vedere "Cicciolina e Moana ai mondiali". Buona visione!
